RASSEGNE STAMPA

Icegreen, il gelato si produce con meno gas serra

Industria green
Debutto il 20 ottobre a Hots Milano per la macchina della Nemox

 
BRESCIA. Sarà ufficialmente
presentato il 20 ottobre, alla fiera Host Milano 2019, l’innovativo progetto «Icegreen» di Nemox International per la riprogettazione di macchine per la produzione di gelato in grado di ridurre le emissioni di gas serra.
L’azienda di Pontevico, leader nel settore della macchine da gelato e sorbetto, intende rispondere in questo modo alla vera sfida del terzo millennio, ovvero la lotta contro l’ inquinamento e le minacce ambientali. Verrebbe da chiedersi che relazione ci sia tra il cambiamento climatico e le macchine da gelato. In effetti, i gas refrigeranti comunemente utilizzali in frigoriferi, congelatori o climatizzatori sono tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale.

CAMBIAMENTO CLIMATICO, RISCALDAMENTO GLOBALE, MACCHINE DA GELATO, ESISTE UNA RELAZIONE?

Nemox presenta il progetto ICEGREEN

In occasione di HOST 2019, Nemox presenterà nel suo Stand HALL 10 A76-B77 i primi prototipi funzionanti di una macchina da gelato domestica e di una professionale, realizzate con gas ecologico.

Nemox ha dato vita al progetto ICEGREEN per sostituire gli attuali refrigeranti con fluidi alternativi, come il propano (R290), avente un indice GWP pari a 3
unità di CO2. Questo significa ridurre l’impatto sulle emissioni del 99,95%.
Il progetto ICEGREEN ha ricevuto un finanziamento dalla Comunità Europea sul bando LIFE 2018, il programma della Commissione Europea per sostenere l’innovazione a favore di ambiente e clima. Per la presentazione del progetto Nemox si è avvalsa oltre allo staff tecnico interno, della collaborazione del Dr. Matteo Falasconi, consulente esperto che si occupa di progetti LIFE, Senior Project Manager presso CSMT Gestione scarl.

Nemox da il benvenuto agli intervenuti a questo workshop auspicando che gli argomenti trattati incontrino l’interesse di tutti.

CAMBIAMENTO CLIMATICO, RISCALDAMENTO GLOBALE ….. QUALE
RELAZIONE CON LE MACCHINE DA GELATO ?

La Terra è protetta, a 30 chilometri dalla sua superficie, da uno strato di ozono che assorbe le radiazioni ultraviolette ad alt a energia, pericolose per la salute degli organismi viventi e non in quanto è in grado di modificare il DNA.
Alcuni composti chimici industriali quali i clorofluorocarburi (CFC ), liberati da frigoriferi, bombolette spray e impianti industriali, hanno intaccato questo strato protettivo provocando un vero e proprio buco in corrispondenza dell’Antartide.
L’ozono perde così la sua capacità di assorbire e riflettere le radiazioni ultraviolette che, in tal modo riescono ad attraversa re la stratosfera e oltre ad essere pericolose per la salute dell’uomo, sono anche causa del riscaldamento globale.